Archive | gennaio 2013

RIPARAZIONE VIRTUALE, l’ambizioso progetto RESTAURO 2.0 continua……

Qualche giorno fa io e Alberto eravamo di di ritorno dai laboratori del Politecnico di Milano, felici ed orgogliosi come non mai, perché grazie al prezioso aiuto ricevuto dai ricercatori del prestigioso Ateneo siamo riusciti a fare un grosso passo avanti davvero molto importante.

La carrozzeria esterna in lega leggera della nostra celebre Alfa Romeo 1900 CSS Touring seconda serie, nella zona posteriore, era stata rotta e divelta dalla sua sede originale.

Nella scansione 3D questo particolare risultava infatti pesantemente danneggiato, come si può notare nelle seguenti immagini Scansione.

allineamento24_integrazione_dettagli

allineamento36

Passando i files Scansione in alcuni dei più diffusi programmi di modellazione 3D siamo riusciti a effettuare una vera e propria RIPARAZIONE VIRTUALE.

Ovvero, partendo dalle sagome originali dei particolari adiacenti abbiamo ridotto le “disarmonie” delle linee danneggiate dal disegno originale, il tutto rimodellando virtualmente la zona di carrozzeria danneggiata.

E’ stato un lavoro delicato e complesso, si è reso persino necessario attenersi fedelmente anche a quelle piccole asimmetrie dovute alla costruzione manuale della carrozzeria esterna in origine.

Qui di seguito un modello di rendering con finitura esterna che simula il metallo.

Post 1900 rendering

Da questi disegni di prove virtuali siamo passati alla fresatura di un modello 3D in scala 1:10 in CIBA a bassa densità.

modello Ciba

Verificato che sul modello in scala non ci fossero imperfezioni siamo passati alla realizzazione del modello in cartone in scala 1:1.

Modello cartone

Tra qualche ora potremo montare il solido ottenuto dalle sezioni di catone accostate ed incollate.

Otterremo così un solido della zona posteriore della carrozzeria del 1900 a cui potremo fare riferimento come fedelissimo controllo dimensionale.

Il nostro tentativo è quello di coniugare le particolarissime e spesso ignorate esigenze dei moderni “battilastra” con le tecnologie già attualmente a disposizione per altri settori.

Vorremmo così individuare il percorso più efficace, intelligente e perché no, economico, per aiutare questi lattonieri a ridare vita a queste vere opere d’arte, e lo stiamo facendo chiedendo aiuto ad uno dei più importanti ed autorevoli atenei italiani.

Con i docenti, gli assistenti, i ricercatori, e persino con alcuni studenti del Politecnico si è instaurato un rapporto stupendo basato sulla stima e la fiducia reciproca. Fino ad ora è stata un’esperienza avvincente ed emozionante……..e siamo solo all’inizio !!!

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: